Film AI per Gli Alberelli
Il Primo Tratto, quando un disegno diventa un ricordo
Quando un disegno diventa un ricordo
Non abbiamo disegnato dei fiori. Abbiamo disegnato il ricordo che i fiori lasciano dentro di noi. È da questa intuizione che nasce Il Primo Tratto, il film realizzato con l’Intelligenza Artificiale per raccontare la nuova collezione Ricordo di Gli Alberelli. L’idea nasce da una riflessione sul disegno di un bambino: non è realistico, eppure tutti sappiamo riconoscere ciò che rappresenta.
Bastano pochi segni per evocare un fiore, una persona, un mondo intero. Ho visto in questa essenzialità il linguaggio più autentico per raccontare la collezione, costruita anch’essa attraverso la sottrazione, un tratto nero su bianco, una forma ridotta all’essenziale. Quando togli il superfluo, quello che resta non è meno. È più vero. E proprio quel primo tratto è diventato l’origine del racconto.
Dal tratto alla realtà
La direzione artistica nasce intorno a un gesto semplicissimo: una bambina disegna un fiore. Ma quel segno non rimane sul foglio. Comincia lentamente a trasformarsi, attraversa lo spazio, incontra la natura e porta con sé il linguaggio del disegno fino a diventare la collezione. Ho costruito il film come un piccolo cortometraggio, lavorando sulla sospensione, sulla luce, sulla profondità, sul movimento di macchina e soprattutto sulla continuità tra il mondo reale e quello immaginato.
Il bianco e nero mantiene il racconto essenziale e quasi universale; il tratto diventa il filo visivo che unisce ogni scena; il colore compare soltanto alla fine, quando ciò che era immaginazione diventa materia. L’AI ha reso possibile costruire questo passaggio con una libertà cinematografica particolare, ma non è stata la tecnologia a determinare il linguaggio: ogni elemento, dal character design alle ambientazioni, dalla composizione al movimento, è stato subordinato alla stessa idea. Non creare un’immagine del prodotto, ma raccontare da dove potrebbe nascere.
Un’immagine che lascia qualcosa
In una comunicazione sempre più veloce, ricca di immagini e costruita per attirare attenzione in pochi istanti, ho scelto di rallentare. Non aggiungere, ma togliere. Non spiegare, ma lasciare che sia il racconto a costruire il significato. Il Primo Tratto segue così la stessa filosofia della collezione: essenziale, poetica, riconoscibile.
E soprattutto coerente con il mondo di Gli Alberelli, dove la semplicità del segno non significa povertà, ma capacità di conservare ciò che conta. Alla fine il prodotto appare quasi come una conseguenza naturale di ciò che abbiamo visto. Prima c’è un gesto, poi un’emozione, poi un’immagine che prende vita. È questo passaggio a trasformare il film da semplice presentazione della collezione in qualcosa che può rimanere nella memoria:
non abbiamo mostrato soltanto un prodotto, abbiamo dato forma al ricordo da cui quel prodotto prende vita.










